Benny (I)

Perso dentro la mia rabbia, non aspetta quello che si conserva
Sto aspettando che Benny in qualche modo ne esca
Sapendo bene cosa lo aspetta.
Io non mi sono lasciato andare
Non mi sono distratto, mi sveglio tutti i giorni preciso
Salto giù dal letto con la prontezza di un gatto
Il sole non è ancora alto e io invece sono pronto
Aspetto il momento, il momento quello giusto
Per fare quel gesto che ti sei sempre aspettata da me.

Ad affogare nel risentimento, Benny io lo vedo e lo sento
C’è un tentativo incessante di essere troppo attento
Non è stato uno sbaglio a togliergli le certezze
Piuttosto che un altro
Forse è stato poco attivo e poco scaltro
Forse ha peccato di presunzione e adesso
Esagera troppo con l’introspezione
Intanto, quello che si conserva ha fermentato
E non c’è più tempo per rimandare l’azione.

Le lancette stanno morendo
Gli orologi squagliati
Colando giù dai ricordi intrecciati
sui nervi tesi e gli acidi rimestati
offrono sollievo.

Chissà se mi pensi, chissà se pensi a Benny
Chi sa chi dei due hai conosciuto
E se ti sei innamorata veramente di me.

Informazioni su Francesco Rigoni

Web Content Editor, Social Media Manager, Musicista, Insegnante di inglese, Autore. Vive a Torino.
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