Cadendo

Non sono convinto di averti convinto,
mi sono spinto alle soglie del baratro più profondo
per tornare indietro e raccontarlo,
ma adesso che sono qui
non te ne stai curando.

Ma tu stai cadendo,
hai un lavoro e un compagno,
e tante altre ragioni per fare sfoggio di te,
eppure stai cadendo,
la tua anima, sgretolandosi,
lascia un involucro privo di un sé.

Non mi sorprende la sufficienza con cui mi stai trattando,
c’è un gioco più grande e uno più piccolo.
Quest’ultimo, transeunte,
porta benefici maggiori sul breve periodo,

ma è bene che non trascuri neanche quell’altro
per evitare, un giorno, di non capire più il senso
di quel che si fa.

E stai cadendo
attraverso le sabbie del tempo,
un poco alla volta coprendoti,
anche tu ti stai dimenticando
di te.

E stai cadendo,
respiri nell’acqua e combatti l’affanno
e più che ti agiti e più questa morsa s’avvinghia
a te.

Informazioni su Francesco Rigoni

Web Content Editor, Social Media Manager, Musicista, Insegnante di inglese, Autore. Vive a Torino.
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