Lo Stato è ladro.

Capitatomi, ancora una volta, di stare sull’autobus e di dover constatare che “lo 

Stato è ladro”, a detta di una persona che era lì con me e si faceva scorrazzare dal para-Stato in giro per Torino, mi trovo (ancora una volta) addosso l’amarezza. Di uno Stato che sì, è ladro, ma di una popolazione depressa e svogliata che si lascia derubare. Alla signora che passa ossessivamente il suo biglietto sulla striscia magnetica senza leggere la scritta “Biglietto già convalidato” che lampeggia davanti al suo naso – poverino, affannandosi anche lui per nulla, – e che commenta la sua incapacità di capire se il biglietto è stato convalidato oppure no – nonostante la scritta all’altezza dei suoi occhi; non i miei: i suoi – e che giustifica la sua diffidenza dicendo “lo Stato è il primo dei ladri”, io vorrei dire che fossi io lo Stato la deruberei di sicuro; ma ciò che è peggio, è che so con certezza che se lei fosse Stato, mi deruberebbe senza pensarci due volte. Ma la signora sa che in Calabria i consiglieri regionali sono sotto processo per aver chiesto (e ottenuto) rimborsi per una serata in un locale di lap dance? (Lo hanno certificato, sì). O coperti per sessantasei persone? Sessantasei? Per le spese per i famosi “santini”, le tessere elettorali che vengono distribuite gratuitamente in periodo elettorale? (eccetera, notizia sentita ieri alla radio).
Ma lo sa la signora che ci sono persone che sono morte mentre si facevano i fatti loro, sparate, fatte saltare in aria, rapite e squagliate nell’acido, impiccate, buttate giù da un dirupo, eccetera? Ma lo sa che viviamo in un posto dove puoi essere ammazzato anche sei stai attento, per il fatto di aver detto che uno è ladro? Non lo Stato, ma uno, uno più cattivo dello Stato. La signora lo sa? 
Certo è un pensiero difficile con cui convivere giorno dopo giorno, si dimentica.
Ma almeno lo sa? Ogni tanto ci pensa? Lo Stato è ladro?
Signora, ma lei si rende conto quanto è ladro lo Stato? Fino a che punto? E quanto possono essere più ladri e assassini certi altri che lo stato non sono, ma che sono in giro per il paese, ladri e assassini che abitano nei confini di uno Stato ladro che non è capace di fermarli? Che sparano, che minacciano (l’altro giorno, non ultima, la Bocassini). Lei lo sa, signora? 
Per cortesia, lasciatemi arrivare alla mia fermata in pace. Non diciamole più con leggerezza, queste cose, che lo Stato è ladro. Certo che ci sono dei ladri, in giro, che sono più Stato di me e della signora.
Però è una cosa seria, non possiamo nascondere ogni magagna quotidiana dietro alla ladreria dello Stato (incolpare lo Stato di non essere capace a timbrare il biglietto, dài). Viviamo una quotidianità molto più precaria di quello che ci sembra, da molti più anni…

Informazioni su Francesco Rigoni

Web Content Editor, Social Media Manager, Musicista, Insegnante di inglese, Autore. Vive a Torino.
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