Cronache dalla disoccupazione

Caro diario, da due mesi circa sono disoccupato. All’inizio andava tutto bene: mi svegliavo al mattino pieno di energia e costruivo castelli in aria sul mio futuro. Adesso che il tempo scorre, però, noto delle cose strane. Per esempio il mio umore, già notoriamente soggetto a bruschi e repentini mutamenti, si è fatto ancor più instabile, e la mia visione generale della vita e del futuro, a sua volta, può spaziare da un’estrema leggerezza e un inguaribile entusiasmo a una disperazione nera e senza fondo. Il mio corpo a sua volta può essere agile, scattante e presente, ma anche pesante, ingombrante e sofferente. Per spiegarti meglio cosa intendo dire quando ti parlo di questi sentimenti così radicalmente opposti e così presenti, secondo ritmi e scadenze completamente arbitrari, ti farò un brevissimo resoconto di quello che è successo stasera. Attorno alle 20 ero seduto sulla poltrona di casa mia che giocavo ai videogiochi. Alle 20:30 avevo ripreso a leggere Pynchon (che ho avuto la grande idea di cominciare in inglese). Alle 21:00, dopo aver letto, sì e no, sei righe, facevo volare il mio dispositivo di lettore e-book sul divano (rimbalzando e atterrando per terra), e arrendendomi al fatto che la casa nella quale vivo sta trasformandosi in uno spazio angusto e opprimente, ho deciso serenamente di fare una passeggiata fuori, senza nemmeno preoccuparmi della cena. Per restare coerente nei miei comportamenti, mentre cercavo l’occorrente per uscire, cioè un paio di jeans e un maglione, afferravo e lanciavo ciò che di più infrangibile trovavo lungo il mio cammino, in giro per la stanza. E così, infilate le scarpe e prese le chiavi di casa, me ne uscivo lasciando una scia di fogli, lenzuola, buste, un rasoio da barba, il lettore ebook e altro ciarpame sparso per casa. Dopo aver passato un’ora e mezza al telefono con un malcapitato amico (che ha risposto in quanto ignaro del mio stato d’animo così complicato) sono tornato a casa (ore 22:30), rincuorato dai suoi saggi consigli e determinato a vivere una vita migliore da quel momento in poi. Così, adesso che è l’1:00 (senza che io abbia mai cenato), ho rivisto due testi per canzoni, ho associato a essi dei giri che mi frullavano per la testa da qualche giorno, adesso sto scrivendo queste righe riassuntive, e tutto a un tratto, ancora una volta, mi pare di poter sollevare il mondo con un dito.
Al termine di questo racconto, caro diario, vorrei chiederti: sei sicuro che sono disoccupato? Non è invece che, per caso, sono rimasto incinto?
buonanotte.

Informazioni su Francesco Rigoni

Web Content Editor, Social Media Manager, Musicista, Insegnante di inglese, Autore. Vive a Torino.
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