Colpo di mano

La mia rabbia e il mio disagio dipendono da te
che hai messo nella centrifuga tutte le cose che credevo di aver capito
sull’amore
è finito anche il tempo della magnanimità
quando nella mia testa c’era il desiderio
di capire anche la posizione dell’altro
è come se avessi abbattuto un tronco
che portava direttamente al grande ramo
sul quale poggiava la mia casa sull’albero
e adesso che sono caduto giù
per fortuna senza farmi troppo male
non posso più mentire
e pretendere che io non sia arrabbiato
perché avevo preso la mia decisione
avevo preso la mia posizione
era quello che credevo fosse giusto fare
riguardo all’esistere in relazione con gli altri
e invece tu mi hai smascherato
hai dimostrato la mia ipocrisia empiricamente
e, assurdo, potrei esserti grato
perché hai liberato la possibilità di essere sinceramente incazzato
ora posso non avercela con me stesso
se non prendo le cose con umorismo
ora posso tranquillamente perdonarmi
il fatto che mi scappa una parola di troppo
non è nemmeno così mortificante
il fatto che preferisco stare a casa che rischiare di incontrarti
e che se ti incontrassi cambierei direzione
tutto questo passerà,
passerà come è passata la gioia
e non è successo all’improvviso
è un processo che ha preso il via quando ero onestamente felice
prima ancora di conoscerti, quando io ero al tuo posto 
e facevo le cose che fai tu adesso
ed è cresciuto poco alla volta, e quando la trasformazione è avvenuta
io non ne ero nemmeno del tutto convinto
l’ho capito ora che è finito da tempo
e forse sta di nuovo trasformandosi:
adesso tu ti godi gli anni più felici della tua vita
poi, per un fraintendimento, ti chiuderai in casa 
sola, a piangere, sentirai che sei nata e fatta male
avrai un buco nel cuore, profondo come un cratere su Marte
e io per allora sarò diventato un uomo con uno scopo
e mi muoverò col mondo senza avere paura di nessuno
fino alla prossima crisi, fino al prossimo colpo di mano
quello che vale davvero
in questo discorso
è che ora ti auguro il male
tra non molto non lo farò più
e quando il male ti capiterà
sarò sinceramente dispiaciuto per te
ma tu mi avrai spedito così lontano da te
che non solo non potrò aiutarti

ma non m’importerà così tanto.

Informazioni su Francesco Rigoni

Web Content Editor, Social Media Manager, Musicista, Insegnante di inglese, Autore. Vive a Torino.
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