Il futuro della lettura

Il mese scorso mi è capitato di fare più o meno lo stesso discorso che Luca Sofri riporta nel suo blog, Wittgenstein:

La seconda questione centrale nella crisi dell’oggetto libro è che è diventato marginale come mezzo di costruzione e diffusione della cultura contemporanea, che invece sempre più trova luoghi di dibattito, espressione, sintesi, su internet e in formati più brevi. Che non sono necessariamente più superficiali, anzi spesso sono molto più densi e ricchi di certi saggi di 300 pagine allungati intorno a una sola idea (vediamo anche di dire che il libro ha spesso costretto, “per scrivere un libro”, a stirare in lunghezze ridondanti buone riflessioni da cinquanta pagine, se non dieci): ma qui starei alla larga dai litigi inutili su cosa sia meglio e cosa sia peggio e se il mondo peggiori o migliori con il declino dei libri. Limitiamoci a registrarlo e capire cosa succede.

Che è esattamente ciò di cui voglio parlare nel mio prossimo programma radiofonico, che non so quando partirà e non so ancora con quali mezzi realizzerò, ma sicuramente racconterà questo: cercherò di conoscere e intervistare chi si sta ponendo la domanda, un po’ scomoda, un po’ fantascientifica, un po’ fuori dagli schemi, di quale sia il futuro della lettura e della tradizione libraria, dal punto di vista culturale, epistemologico, economico e materiale (e in tutte le altre salse che spunteranno fuori).
Spero di riuscire a trovare il modo di farlo, trovo che sia qualcosa di cui valga la pena di parlare 
Per ora, mi accontento di non essere il solo a fare certi pensieri, vadano dove vadano.

Aggiornamento del 10 gennaio 2013: Gianluca Briguglia ha scritto un articolo di risposta a quello di Sofri che, a dispetto del titolo, a me sembra una difesa piuttosto debole e romantica dei libri. Debole perché trovo che i suoi argomenti siano condivisibili anche da chi si interroga su cosa succederà alla scrittura tra un centinaio d’anni. Piuttosto, sembra sempre mancare un’alternativa, sembra sempre si discuta di un argomento aut aut, “o libri o niente”. Secondo me le nuove tecnologie, i nuovi ritmi di vita e le nuove sfide del futuro richiedono discussioni più profonde di così.

Informazioni su Francesco Rigoni

Web Content Editor, Social Media Manager, Musicista, Insegnante di inglese, Autore. Vive a Torino.
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