Il Direttore a Stern

Parliamoci chiaro, Stern! Sono il direttore di rete, so cosa è giusto per te adesso. Sono venuto a dirti la verità che nessun altro ha il coraggio di dirti e mai avrà: il tuo giudizio è oscurato dai tuoi sentimenti, ma sono due anni che ne hai le palle piene del tuo programma. Tre anni fa lo hai salvato dalle prime mannaie dell’appiattimento, e due anno fa ti è venuto a noia. Hai prosciugato tutte le tue energie allora, quando volevi fare l’approfondimento alternativo, e i social network erano una cosa relativamente nuova. Avevi molto seguito e un sacco di idee. Adesso, caro Stern, ti sei rotto il cazzo. E allora? Sei tu il capo, qui dentro. Nessuno deve renderti conto di niente e tutti vengono a chiederti la tua opinione. A tutti interessa sapere come faresti tu le cose. Come una vera rockstar, ti avremmo dispensato anche dalla rottura di fare il Gr, cosa che non avrebbe avuto senso, visto che per fare un buon GR servono gli sforzi di tutti; ma abbiamo un tale rispetto verso il tuo impegno che ti avremmo tolto anche quella rottura, e tu hai insistito per farlo lo stesso! Ma cosa pretendi da me? Che assista a questo sfinimento? Ma perché? E guarda che non lo faccio per te, perché io sono ancora responsabile di quanto succede in onda: lo faccio perché la Rete ha bisogno di vita e di ritmo e tu li stai perdendo. Stai cambiando – ed è fisiologico, e va bene, e ne hai tutto il diritto… – ma… cazzo! Prenditi una fascia oraria meno impegnativa e parla di cose meno spigolose, meno frustranti! Chi te lo fa fare di mettere tutti i giorni le tue opinioni in gioco, per essere preso a pesci in faccia da un pubblico che non ti vede più come quello di prima, per due cose che sono cambiate nella tua testa. A saperlo, cosa c’è nella tua testa, adesso; a sapere che ti prende, che cos’è di questa vita che ti sfibra veramente, che ti fa perdere confidenza in te stesso. Tu sei la voce di Ottantacinque FM. Prima di te questa radio non c’era. Ma cos’altro pretendi da te stesso? E nessuno, ripeto, nessuno vuole mandarti via. Ma il tuo programma ha rotto i coglioni, come te lo devo dire? E non ha rotto i coglioni solo a me che devo starti a sentire tutti i fottuti pomeriggi che mi parli di Papa e di economia e di esodati e di sfollati e di ingiustizie e tutte le altre disgrazie di cui parli tu… hai rotto i coglioni anche a te stesso! E io non so neanche più perché ti sto dicendo queste cose, stai lì e mi guardi, e non capisco proprio cosa vuoi da me. Che cosa vuoi? Mi dici che cosa vuoi?

Informazioni su Francesco Rigoni

Web Content Editor, Social Media Manager, Musicista, Insegnante di inglese, Autore. Vive a Torino.
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