Primavera

Nei dieci anni in cui ho vissuto a Torino, ho abitato diverse case. Non moltissime: quattro. Se della prima ho un ricordo molto personale e difficile da condividere, delle altre ho ricordi di ogni tipo. In quest’ultima, che abito da solo (proprio come nella prima), abito da due anni, ma ho vissuto qui dentro una sola primavera, quella dell’anno scorso, e una sola estate.
Ora. Durante le stagioni buie e piovose, le case in cui ho vissuto si sono assomigliate. Erano case buie e piovose. In alcuni casi erano più fredde, in altri meno. Nella stagione bella, invece, tutte hanno avuto il loro odore e la loro luce. Le ho abitate ciascuna in modo diverso, a seconda dell’orientamento rispetto al sole, a seconda di come l’aria attraversava le finestre e faceva corrente.

Adesso che la stagione bella si sta riaffacciando, rivedo la luce dell’anno scorso e respiro la frescura che già dovrei conoscere; tuttavia, la scorsa primavera io non ero la stessa persona. Per questa ragione, sperimento una sensazione che è allo stesso tempo piacevole e alienante. È piacevole perché il sole torna a illuminare le stanze, e l’aria a rinfrescare le mie giornate. È alienante perché questa casa, che è la mia casa da due anni, mi sembra di colpo diversa, nuova.

Informazioni su Francesco Rigoni

Web Content Editor, Social Media Manager, Musicista, Insegnante di inglese, Autore. Vive a Torino.
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