Sole nero

Tu mi chiamavi sole nero,
Avrei voluto dirti che non è vero
Ma era una delle tue tante brillanti intuizioni
Mi hai scrutato ben oltre me
Mi chiamavi sole nero
Ed è quello che sono e non capivo
La natura della mia energia paradossale
Che ti scaldava di notte e ti faceva sognare
Ora che non ti posso più abbracciare
Ho avuto l’incontro con l’altro che
Si muove e parla come me
E con cui parlo sempre di malinconia
Ora che sono lungo la strada
Che con una linea sicura avevi tracciato
Non riesco più a sentirmi indesiderato
Perché un sole nero non va approvato
Un sole nero s’alimenta da sé
Tu mi chiamavi sole nero
Come se fosse una qualità importante
E io che come sempre non capivo niente
Annuivo e ti assecondavo mollemente
Tu mi chiamavi sole nero
E la mia intensità ti scaldava il cuore 
Io sono l’energia che quasi mai si vede
Opero nella sede più nascosta del pensiero
Ora che non credo ti possa interessare
Volevo dirti che sei stata brava a capire
Forse non altrettanto a spiegare
Ma non ho più ricevuto così tanto amore
E l’energia di un sole nero, energia interiore
Fuoco che arde nel versante astrale
Adesso so che non posso fare del male
Se mai tu ti volessi riavvicinare
Un sole nero s’alimenta da sé.

Informazioni su Francesco Rigoni

Web Content Editor, Social Media Manager, Musicista, Insegnante di inglese, Autore. Vive a Torino.
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