Prima di rinunciare.

è già successo
tutto quello che poteva succedere
eravamo in coda a fissare il cielo
si è aperto in un manto di stelle
per un momento
poi si è richiuso
e noi, là sotto, nel freddo
pensavamo di aver lasciato alle spalle
gli anni migliori
e detto tutto quello che si poteva dire
e fare qualcosa, forse non abbastanza
guardo il futuro dalla mia stanza
e non penso
perché non c’è più nulla a cui pensare

non c’è la tua mano a cui aggrapparsi
non c’è l’ipocrisia della disperazione
c’è solo la tempesta e poi la polvere poi la notte
e tutti i segreti da confessare
prima di salutarci, prima di rinunciare.

abbiamo sofferto
pensavamo di soffrire le pene peggiori
e non era tutto
non era tutto quello che si poteva esperire
accoglimi adesso
raccogli tutto il mio sudore
ci sono stati dei giorni in cui ho pensato di mollare
povero ingenuo
ci sono righe tra le righe tra le righe che avrei dovuto studiare
ma adesso i libri sono tutti opachi
e le lenti dei miei occhiali spaccati

se puoi raggiungimi, godiamo assieme di questi ultimi giorni
abbiamo delle cose da dirci, che trapelano nell’iride
lampi di vita di cui abbeverarci
e poi l’ultima discesa, l’ultima musica da intoniare
e l’ultimo bicchiere di acqua fresca
e l’ultima salita da improvvisare con le forze rimaste
e poi, infine, il silenzio.

Informazioni su Francesco Rigoni

Web Content Editor, Social Media Manager, Musicista, Insegnante di inglese, Autore. Vive a Torino.
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